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Perché piazza Fontana e non piazza Alighieri? Abbiamo preferito chiamarla con il suo vecchio nome, e si chiamava così poiché fino a non molto tempo fa, lì ove ora c’è la statua ai caduti in guerra nel primo conflitto mondiale, lì c’era una fontana. Una fontana appena fuori del centro abitato, di fronte alle mura e al bastione che collegava le mura con il palazzo cinquecentesco dei Castrista - Scanderberg. Quella piazza, anche se fuori dalle mura cittadine, è storia della città! Lì è stata la prima sede del mercato cittadino (1300 circa), lì la prima sede del mercato boario, la cui sede oggi e in via Ascoli Piceno, verso il quartiere fieristico, lì per molto tempo, agli albori del novecento, prima che venisse sistemata la piazza così come la vediamo oggi, ha esordito e ha raccolto i suoi primi consensi e onori la celebre e un po’ sfortunata “Pro Italia”. Piazza Fontana, la piazza dei dibattiti politici, dello svago giovanile, piazza anche di cultura e tradizioni. Per chi viene (anzi veniva, dato che per chi arriva con l’auto non ci passa più a causa del divieto d’accesso) è tappa obbligata e chi sin dal cinquecento v’entrava, poteva ammirare la maestosità del palazzo spagnolo, delle graziose forme della chiesa della Madonna delle Grazie e dei splendidi palazzi in pietra leccese che già c’erano o cominciavano a sorgere extra-moenia.
Piazza Fontana, dicevamo, oggi è meglio conosciuta come piazza Alighieri. Di forma ellittica, è molto suggestiva poiché si affacciano a nord la chiesa della Madonna delle Grazie, meglio conosciuta con il nome di “Chiesa dell’Immacolata”, o “Chiesa del Collegio” poiché affianco vi è l’ex-collegio dei celestini, nella cui sede nacque anche il Liceo Classico P. Colonna. A sud della piazza si affaccia ancora maestoso, seppur logorato dal tempo, il maestoso palazzo dei Castriota - Scanderberg, la malefica famiglia che governò la città di Galatina per conto degli Asburgo di Spagna e, precisamente, di Carlo V. Oggi il palazzo è meglio noto come Palazzo Cinquecento, con interessantissimi negozi d’alta moda. Circondano la piazza splendidi palazzi sei-settecenteschi, con all’interno pregevoli stucchi e affreschi sui soffitti. Al centro della piazza, ove sorgeva la sopraccitata fontana, che diede il nome alla piazza, vi è il monumento ai caduti nella prima guerra mondiale. Al lato, verso sud, il celebre “Bar delle Rose”, luogo d’appuntamento di molti galatinesi. Verso sud-ovest, nel prolungamento della piazza, verso l’innesto con piazza San Pietro, la splendida fontana con la statua di Gaetano Martinez, grandissimo e rinomato artista galatinese dell’ottocento conosciuto e apprezzato anche a livello nazionale. Degno di nota, poiché punto di riferimento di molti galatinesi, è uno dei primi “Sali e Tabacchi” della città, che ha sede proprio di fronte alla fontana, a est. Di fronte, invece, a sud, la sede della famosissima Banca Vallone, ora Banca Ambrosiano - Veneto. Nonostante il cambio di nome, ancora per molti quella sede rimane ancora nota come banca Vallone, poiché tutti ricordano di buon grado la famiglia Vallone, una delle famiglie più in vista della città. Piazza Alighieri, come si chiama oggi, è il centro galatinese da cui si irradiano (o si irradiavano) la maggior parte delle strade cittadine: per Galatone (SP 47) e Gallipoli (SS 101), Aradeo, Collepasso, (SP 41), San Donato, San Cesario, Lequile e Lecce (SS 476), Copertino (SP 18), tanto per citare alcuni esempi delle città raggiungibili. Fra i tanti problemi d’intervento che richiede la piazza (oltre al già citato restauro urgente che grida vendetta al cospetto delle Arti di tutti i tempi della chiesa della Madonna delle Grazie) è il pavimento stradale che ormai è rovinato e obsoleto.
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