Via Luce
Via Luce era l’antica strada che da porta Luce conduceva alla masseria Sant’Antonio, da cui il nome proprio che aveva una volta: Contrada Sant’Antonio. Da una strada vicina alla masseria si arrivava alla zona conosciuta come “Li Scorpi”, dal nome della masseria omonima. La strada per Galatone non esisteva, ovverosia quella che conosciamo oggi. La strada per Galatone, come vedremo, si prendeva da dietro al colle San Sebastiano, da dietro “alli Trappiti”. Oggi la contrada si identifica con le strade che noi conosciamo con il nome di Via Luce, via Val d’Aosta, Viale Carlo Alberto dalla Chiesa. Un breve tratto oggi è stato assorbito dall’edilizia urbana, ma ne sono rimaste le tracce dell’antica contrada: basta notare i muri esterni delle case affianco al semaforo di via Liguria quando questa incrocia via Gallipoli.
Questa piccola e stretta strada merita menzione non solo per il fatto che è una fra le più antiche contrade esistenti di Galatina, ma anche perché su questa strada si trova il celebre santuario galatinese,
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quello della Madonna della Luce, sito all’incrocio fra via Luce e via Mascagni. Lo si raggiunge da una via strettissima (che per la verità dovrebbe essere a senso unico, se non proprio vietata al traffico) che si prende da via Liguria non appena si è svoltati da via Gallipoli. Si ha di fronte una semplice e nello stesso tempo graziosa facciata con sopra un bassorilievo in ceramica che ricorda il miracolo della Madonna della Luce a Mons. Adarso de Santander mentre tornava da Gallipoli (riguardo alla storia del miracolo e della chiesa rimandiamo alla sezione Chiese e monasteri). La chiesa meriterebbe un piazzale esterno maggiore ma l’edilizia non lo ha permesso! Fece tanto il parroco di allora, don Vincenzo Frassanito, per un po’ di terra in più, ma fu una voce che nessuno volle ascoltare. E fa rabbrividire anche il fatto che questi sono avvenimenti di pochi decenni or sono! A noi non resta che ripercorrere quell’antica strada, sostando al meraviglioso “Calvario” (appena restaurato) prima, e poi alla chiesetta (chiamala chiesetta…): e poi sognare quei bei tempi in cui dopo il tempio della Beata Vergine Maria c’era la campagna e tutto era olivi e campagne di grano, in una bella giornata d’estate :-)